Durante il nostro Cammino Primitivo di Santiago abbiamo avuto modo di scoprire due tipologie di architetture caratteristiche delle Asturie: le Case de Los Indianos e i Los Horreos. Due tipologie di costruzioni nettamente diverse per periodo storico e per estetica.
L’eredità dei Los Indianos
Partiamo dalle famose Case de Los Indianos, dimore signorili costruite nel nord della Spagna nelle regioni delle Asturie, della Cantabria, della Galizia, dei Paesi Baschi e anche in Catalogna. Il loro nome deriva dagli emigranti spagnoli che nel tardo Diciannovesimo secolo avevano fatto fortuna in America – principalmente a Cuba, Argentina, Messico e Venezuela – e, al loro ritorno, avevano costruito ville sontuose simbolo delle ricchezze acquisite oltreoceano.
Queste abitazioni, costruite principalmente in borghi di pochi abitanti, si distinguono per facciate eleganti e spesso colorate, grandi balconi in ferro battuto, torrette o terrazze panoramiche con vedute sul mare o sulle montagne, e soprattutto per i giardini con palme e piante esotiche che gli indianos importavano direttamente dall’America, creando angoli tropicali nel paesaggio atlantico spagnolo.
Molte di queste dimore presentano anche elementi architettonici eclettici che fondono lo stile coloniale spagnolo con influenze neoclassiche, moderniste e persino art nouveau.
L’epoca d’oro di queste costruzioni si colloca tra il 1870 e il 1930, quando migliaia di spagnoli tornavano arricchiti dalle Americhe. Si stima che circa 3,5 milioni di spagnoli emigrarono oltreoceano tra la metà dell’Ottocento e gli anni Trenta del Novecento, e sebbene solo una piccola percentuale tornasse con grandi fortune, questi indianos trasformarono profondamente il paesaggio architettonico e sociale delle loro comunità d’origine.
Spesso finanziavano anche la costruzione di scuole, ospedali, teatri e altre opere pubbliche nei loro paesi natali.
Oggi queste abitazioni sono diventate attrazioni turistiche, musei, hotel boutique o semplicemente residenze private di pregio: la loro conservazione e valorizzazione aiutano a raccontare la storia dell’emigrazione spagnola verso le Americhe e del ritorno a casa, rappresentando un patrimonio culturale che testimonia i sogni, le ambizioni e i successi di un’intera generazione.
El Capricho di Gaudí
Abbiamo avuto modo di ammirare queste straordinarie costruzioni nei borghi di Grado e Pola de Allande, nella Asturie, m anche durante il nostro viaggio in Cantabria, dove probabilmente una delle più famose è El Capricho di Gaudí a Comillas (vedi REEL), realizzata tra il 1883 e il 1885 su commissione di Máximo Díaz de Quijano, un indianos che aveva fatto fortuna a Cuba.
Questa villa modernista rappresenta uno dei primi lavori dell’architetto catalano e si distingue per le sue ceramiche policrome a motivi di girasoli, la torre cilindrica e l’innovativo uso del ferro e della ceramica smaltata. Per visitarla vi consigliamo di prenotare il biglietto d’ingresso in anticipo.
Los Horreos: i granai sopraelevati delle Asturie
Ma le Case de los Indianos non sono gli unici edifici insoliti che abbiamo incontrato durante il nostro viaggio. Le campagne asturiane sono punteggiate da migliaia di curiose costruzioni in legno simili a palafitte chiamate Los Horreos. Sono tipiche costruzioni rurali progettate per la conservazione di cereali, alimenti e altri prodotti agricoli coltivati dai contadini della zona.
La caratteristica costruzione in legno, sopraelevata rispetto al piano stradale grazie a piedistalli in pietra chiamati pegollos o mueles, consentiva di proteggere gli alimenti dall’umidità del suolo e dai roditori. Questi supporti in pietra sono spesso sormontati da larghe pietre piatte circolari (tornaratas) che fungono da barriera insormontabile per topi e altri animali.
La struttura, interamente realizzata in legno di castagno, rovere o faggio, garantisce inoltre un’ottima ventilazione naturale grazie alle fessure tra le assi, fondamentale per prevenire la formazione di muffe.
Gli horreos asturiani presentano forme tipicamente rettangolari e sono caratterizzati da tetti spioventi a due o quattro falde, spesso ricoperti di tegole in ardesia o legno. Molti esemplari sono decorati con croci, motivi geometrici intagliati o dipinti, e alcuni presentano iscrizioni con la data di costruzione e il nome del proprietario. Le dimensioni variano considerevolmente: dai più piccoli, lunghi pochi metri, fino a esemplari monumentali che possono raggiungere i 20 metri di lunghezza.
Viaggiando nelle Asturie ne conterete a migliaia: infatti la regione vanta un patrimonio eccezionale di circa 14.500 horreos tutelati, alcuni dei quali risalgono al XVI secolo! I più antichi e meglio conservati si trovano nei villaggi rurali dell’entroterra, dove continuano talvolta ad essere utilizzati per la loro funzione originaria.
Gli esemplari più spettacolari si possono ammirare nella zona di Bueño (considerato il comune con la maggior concentrazione di horreos in Spagna), Carreño e lungo la costa orientale della regione.
Questa forma di architettura vernacolare rappresenta una soluzione ingegnosa e sostenibile sviluppata nel corso dei secoli, perfettamente adattata al clima umido atlantico del nord della Spagna.
Gli horreos sono diventati un simbolo identitario delle Asturie e della Galizia (dove assumono forme leggermente diverse), tanto da essere protetti come beni di interesse culturale e rappresentare un elemento iconico del paesaggio rurale spagnolo.
La storia delle Case de los Indianos ci ha molto affascinato. La nostra mente ha viaggiato nello spazio e nel tempo, alla tarda epoca coloniale spagnola, ai grandi viaggi oltreoceano, alla distanza che separa due luoghi come la Spagna e Cuba, che noi abbiamo avuto la fortuna di visitare in aereo – mezzo che ha certamente accorciato le distanze.
Avendo visitato quei luoghi dell’America, abbiamo capito cosa hanno trovato nel “nuovo mondo“: la terra rossa non la dimenticheremo mai, e comprendiamo perché los indianos abbiano speso parte dei loro patrimoni per ricreare il nuovo mondo nel Vecchio Continente. E per farlo in modo spettacolare!
Questo articolo è stato realizzato in collaborazione Turismo Asturias e l’Ente Turistico Spagnolo per promuovere il Principato delle Asturie. Se sei interessatə visita il sito oppure i nostri canali social.
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