Percorrere il Cammino Primitivo di Santiago (leggi l’articolo) significa immergersi nella natura, attraversare boschi e piccoli borghi, affrontare salite e sentieri fangosi. Ma significa anche scoprire una cucina rustica, sostanziosa e profondamente legata al territorio. La gastronomia asturiana, infatti, è fatta di piatti calorici e saporiti, perfetti per rimettersi in forze dopo una giornata di cammino.

Durante il nostro viaggio nel nord della Spagna abbiamo avuto modo di assaggiare alcune delle specialità più rappresentative delle Asturie, dal celebre Pote asturiano al Cachopo, senza dimenticare la tradizionale sidra e i dolci, tra cui il curioso Carbayón e la sempre amatissima Tarta de Queso.

Il Carbayón, il dolce simbolo di Oviedo

Il nostro viaggio gastronomico nelle Asturie inizia a Oviedo. Il giorno seguente al nostro arrivo in città, insieme alla nostra guida Alejandra, prima di visitare la Cattedrale del Salvador, punto di partenza per il Cammino, ci fermiamo alla storica Pasticceria Camilo de Blas.

Qui assaggiamo il Carbayón, uno dei dolci più caratteristici della città. È una specialità nata proprio in questa storica pasticceria e diventata nel tempo uno dei simboli della tradizione dolciaria ovetense. Il Carbayón è un dolce di pasta sfoglia ripieno di una crema a base di mandorle e ricoperto da una glassa zuccherina. Il suo nome è legato proprio alla città di Oviedo e alla sua storia, rendendolo non soltanto una specialità da assaggiare, ma anche un piccolo pezzo della cultura locale.

Una pausa perfetta prima di iniziare a camminare.

Restando in tema dolci, altra tappa da segnalare è la pasticceria Carajitos del Profesor, nota per i suoi carajitos, deliziosi dolcetti tipici della cittadina di Salas e preparati con soli tre ingredienti: nocciole, zucchero e albume d’uovo. Nati all’inizio del ‘900 nella pasticceria “El Profesor”, sono diventati una vera istituzione locale e noi possiamo confermarvi che sono irresistibili.

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Il menu del pellegrino e il Pote asturiano

La nostra prima pausa pranzo non la dimenticheremo, perchè proprio da Pepe el Bueno, nella cittadina di Grado, abbiamo provato il nostro primo Menu del Pellegrino: un menù fisso a prezzo conveniente che comprende primo, secondo, dolce e acqua. Le porzioni sono abbondanti e la cucina decisamente sostanziosa, proprio come ci si aspetta dalla gastronomia delle Asturie. Dopo ore trascorse a camminare, è esattamente ciò di cui si ha bisogno.

Il protagonista del pranzo è il Pote asturiano, uno dei piatti più tipici della cucina locale. Si tratta di uno stufato rustico e molto nutriente, preparato tradizionalmente con legumi, verdure e diversi tipi di carne. A seconda della ricetta può comprendere fagioli bianchi o fabes, verza o altre verdure a foglia, patate e un assortimento di carni affumicate e insaccati, come chorizo, morcilla e pancetta.

È il genere di piatto che racconta perfettamente il territorio: semplice, calorico e pensato per affrontare il clima fresco e umido delle zone montuose. Per noi è stata una vera sorpresa: nonostante la sua rusticità, o forse proprio per questo, ci è piaciuto davvero molto.

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Il Cachopo: la specialità delle Asturie

Durante il Cammino ci siamo immersi nella gastronomia locale, le difficoltà lungo il cammino non sono mancate, e proprio il cibo era una caratteristica fondamentale. Nella zona di Salas, il sentiero si era fatto più impegnativo, con alcuni tratti fangosi, ma le scarpe da trekking ci hanno permesso di procedere senza particolari difficoltà. Dopo tante ore di cammino, però, avevamo soprattutto bisogno di una cena capace di rimetterci in piedi. L’abbiamo trovata da Casa del Sueño, dove ci ha accolto Maria, la proprietaria del ristorante, con un sorriso e un’ospitalità davvero speciale.

Qui arriva in tavola uno dei piatti più famosi delle Asturie: il Cachopo. A prima vista potrebbe ricordare una grande cotoletta, ma il Cachopo è decisamente più ricco. È composto tradizionalmente da due grandi fette di carne di vitello, farcite con prosciutto e formaggio, quindi impanate e fritte. Il risultato è una sorta di enorme cotoletta ripiena, croccante all’esterno e filante all’interno. È un piatto tutt’altro che leggero, ma dopo una giornata sul Cammino è praticamente impossibile lamentarsene. Anzi, per quantità e apporto calorico ci ha ricordato molto la Francesinha portoghese: anche in questo caso, davanti a una specialità del genere, la parola “leggero” non sembra essere contemplata.

Il Cachopo è probabilmente uno dei piatti che più rappresentano l’anima della cucina asturiana: abbondante, rustico, conviviale e pensato per essere condiviso.

Quella sera per concludere la nostra cena abbiamo infine la preso una Tarta de Queso, un grande classico della pasticceria spagnola. La cheesecake spagnola è diventata ormai una vera passione durante i nostri viaggi e, naturalmente, anche quella asturiana deve affrontare un confronto molto impegnativo: nella nostra personale classifica, infatti, al primo posto c’è ancora quella assaggiata a Murcia. La versione asturiana, però, conquista senza troppi problemi il secondo posto.

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La sidra, il simbolo delle Asturie

Quello che abbiamo imparato durante il nostro viaggio nelle Asturie è che a tavola non può mancare la sidra asturiana, la bevanda simbolo della regione. La sidra accompagna perfettamente i piatti della cucina locale ed è parte integrante della cultura gastronomica delle Asturie. La sua presenza nei ristoranti e nelle sidrerie è praticamente inevitabile e berne un bicchiere significa entrare, almeno per un momento, nella tradizione del territorio.

Dopo una giornata di cammino, davanti a un piatto di Cachopo, è difficile immaginare un abbinamento più azzeccato. La più buona che abbiamo assaggiato è stata a Cudillero, un borgo che affaccia direttamente sul Mar Cantabrico e tanto ricorda le nostre Cinque Terre in Liguria.

Una cucina perfetta per chi cammina

Quello che ci ha colpito della cucina asturiana è il suo perfetto legame con il territorio e con lo stile di vita della regione. Gli ingredienti sono semplici e genuini, le ricette sono spesso rustiche e le porzioni generose. Dal Pote al Cachopo, passando per la sidra e i dolci tradizionali, la gastronomia delle Asturie sembra quasi essere stata pensata per chi percorre il Cammino: dopo chilometri di sentieri, salite e boschi, quello che serve è proprio una tavola imbandita con piatti capaci di restituire tutte le energie.

E così, tappa dopo tappa, anche il cibo diventa parte del viaggio. Perché sul Cammino Primitivo non si attraversano soltanto paesaggi e borghi: si attraversano anche sapori, tradizioni e storie che raccontano l’anima delle Asturie.

Questo articolo è stato realizzato in collaborazione Turismo Asturias e l’Ente Turistico Spagnolo per promuovere il Principato delle Asturie. Se sei interessatə visita il sito oppure i nostri canali social.

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Graziano e Federica

Hola siamo Graziano e Federica, due viaggiatori che hanno unito la propria vita nelle passioni e nel lavoro facendone un viaggio unico. Ci siamo conosciuti ad un colloquio di lavoro, che avremmo lasciato entrambi da li a breve, e dopo quindici giorni abbiamo prenotato il nostro primo viaggio insieme. Amiamo le cose colorate, i profumi del buon cibo e scoprire ogni giorno posti nuovi. La nostra casa è l’unione tra il design lineare scandinavo e lo spirito bohéme parigino.