L’ultima tappa del nostro viaggio in Provenza è stata Marsiglia, una città che ci ha conquistati per la sua anima irregolare, caotica e profondamente mediterranea. È una città multiculturale e vivace, fatta di contrasti, palazzi fatiscenti, street art e un porto che da oltre duemila anni accoglie persone, merci e culture provenienti da tutto il Mediterraneo. Forse è proprio questo caos ad averci fatto pensare subito a Napoli.
Eravamo su un autobus che da Aix-en-Provence ci avrebbe portati alla stazione di Saint-Charles, mentre attraversavamo l’autostrada abbiamo visto svettare i palazzi decadenti e il mare sullo sfondo. Uno scenario fin troppo partenopeo. Marsiglia, come Napoli, vive a contatto col mare, un mare che infonde energia, autenticità, disordine, capacità di mescolare mondi diversi.
È per questo che se Napoli avesse una sorella, si chiamerebbe senza dubbio Marsiglia!
Notre-Dame de la Garde, la “Bonne Mère” che protegge Marsiglia
Il modo migliore per iniziare a conoscere Marsiglia è salire sulla collina di Notre-Dame de la Garde, il punto panoramico più famoso della città. Qui, a quasi 150 metri di altezza, sorge la basilica che i marsigliesi chiamano affettuosamente la Bonne Mère, la “Buona Madre”, una presenza che domina la città e guarda verso il Mediterraneo.
La collina ha avuto per secoli una triplice funzione: luogo di culto e pellegrinaggio, punto di avvistamento e fortificazione militare. L’attuale basilica venne costruita a partire dal 1853 su progetto dell’architetto Henri-Jacques Espérandieu e consacrata nel 1864.
Il suo stile romano-bizantino, fatto di pietre policrome, marmi e mosaici dorati, richiama il gusto orientale e ricorda quanto le città mediterranee siano state influenzate dalle culture mediorientali. Entrando nella basilica si comprende il legame indissolubile con il mare: le pareti sono ricoperte di oggetti votivi, come modellini di imbarcazioni, lasciati nei secoli da marinai, pescatori e famiglie che hanno affidato alla fede la propria sorte.
Anche nella decorazione a mosaico il tema centrale è il mondo marittimo: le raffigurazioni raccontano naufragi, tempeste, traversate e viaggi in mare, un diario collettivo di una città che da sempre vive guardando il Mediterraneo.
Dopo aver visitato la “Bonne Mère”, vale la pena raggiungere la Cattedrale Maggiore, situata vicino al porto della Joliette e costruita nella seconda metà dell’Ottocento. Rappresenta perfettamente l’anima multiculturale della città, con un’architettura che fonde influenze romaniche e orientali e materiali provenienti anche dall’Italia e dalla Tunisia, per chi ha visitato Tunisi noterà subito la somiglianza con la Cattedrale di San Vincenzo de’ Paoli.
La sua posizione non è casuale: costruita davanti al porto su una collina sopraelevata, doveva essere uno dei primi edifici visibili dalle navi che arrivavano nel nuovo porto commerciale.
Le Panier, il quartiere più antico della città
Le Panier è il quartiere storico di Marsiglia, luogo di fondazione dell’antica Massalia, la città fondata dai Greci intorno al 600 a.C. e importante porto commerciale. Nei secoli successivi Le Panier divenne un quartiere povero e malfamato, fino al gennaio 1943, quando il suo dedalo di vicoli diventò il rifugio perfetto per la Resistenza francese.
Le autorità tedesche decisero quindi di procedere allo sgombero e alla distruzione di una parte del quartiere: tra il 22 e il 24 gennaio furono demoliti circa 1.500 edifici, oltre 30.000 persone vennero allontanate e migliaia furono arrestate. La liberazione di Marsiglia dalle truppe naziste avvenne un anno e mezzo dopo il rastrellamento di Le Panier e oggi, passeggiando tra le strade e le piazze alberate del quartiere, è difficile immaginare tanta crudeltà. La stessa sorte toccò, seppur in modo diverso, anche a Napoli: perché le tragedie, in fondo, non hanno bisogno di distinguersi per lasciare ferite profonde. In quegli anni, i bombardamenti a tappeto sulla città portarono morte e distruzione.
È il luogo che più di tutti ci ha fatto innamorare della città, qui bisogna semplicemente perdersi: salire e scendere per le scalinate, infilarsi nelle stradine strette, osservare le facciate colorate dai murales e lasciarsi sorprendere dalle caffetterie nascoste in ogni angolo. Oggi come allora Le Panier rappresenta l’anima autentica di Marsiglia.
Vieux-Port, il cuore della città
Dal Panier si può scendere verso il Vieux-Port, il cuore della città. È impossibile visitare Marsiglia senza trascorrere almeno qualche ora sulla lunga passeggiata dell’antico porto, dove troverete barche pronte a partire, pescatori e un continuo movimento di persone.
All’ingresso del porto si trovano ancora oggi il Fort Saint-Jean e il Fort Saint-Nicolas, costruiti per difendere la città. Qui oggi sorge una lunga passeggiata che collega l’antico porto alla zona di Joliette, dove sorgono musei e altri luoghi culturali da visitare. È il modo perfetto per esplorare la città e rilassarsi passeggiando sul mare.
MUCEM e Grotta Cosquer: la storia del Mediterraneo in un unico luogo
Marsiglia è una città sorprendente anche per chi ama la storia e i musei. Uno dei luoghi da non perdere è il MUCEM – Musée des Civilisations de l’Europe et de la Méditerranée, il museo dedicato alle civiltà e alle culture del Mediterraneo. Le sale conservano collezioni che raccontano la storia di questo enorme crocevia culturale.
Salite fino alla terrazza per godere della vista sul Mediterraneo e continuare la passeggiata verso il Fort Saint-Jean. Proprio accanto al MUCEM si trova un’altra delle esperienze più insolite da fare a Marsiglia: la Cosquer Méditerranée.
Isole del Frioul e Château d’If: tra storia e letteratura
Una delle escursioni più interessanti da fare durante un weekend a Marsiglia è quella verso l’arcipelago del Frioul, formato principalmente dalle isole di Ratonneau e Pomègues, alle quali si aggiunge l’isola d’If. Qui il paesaggio cambia completamente: lasciata alle spalle la città, ci si ritrova immersi in un Mediterraneo fatto di rocce bianche, acque turchesi e piccole calette.
Le isole sono facilmente raggiungibili dal Vieux-Port con traghetti che impiegano circa 30 minuti di traversata. L’isola più famosa è quella che ospita lo Château d’If, la fortezza costruita davanti l’ingresso del porto con il compito di proteggere la città dagli attacchi via mare e per secoli conosciuto come una delle prigioni più crudeli di Francia.
Il Castello d’If è noto in tutto il mondo grazie allo scrittore Alexandre Dumas, che trasformò questo avamposto in uno dei luoghi più iconici della narrativa francese nel suo romanzo Il Conte di Montecristo. È qui che viene rinchiuso Edmond Dantès, protagonista ingiustamente accusato e condannato alla prigionia per 14 lunghi anni. Per chi ha letto il libro o conosce la storia, sarà difficile non emozionarsi osservando il Castello e la fuga leggendaria di Dantès in mare verso una nuova vita.
Se avete qualche giorno in più, c’è un altro motivo per scegliere Marsiglia come base: Aix-en-Provence dista appena 30 minuti. In questo modo potrete dedicare una giornata all’elegante città di Cezanne, oppure costruire un itinerario più lungo alla scoperta della Provenza.
Marsiglia è una città che non assomiglia al resto della Francia ed è proprio questa la sua forza. È una città fatta di contrasti, dove eleganti edifici ottocenteschi convivono con facciate consumate dal tempo, dove il francese incontra decine di altre lingue e dove il Mediterraneo è parte dell’identità cittadina.
Per noi è stata la conclusione perfetta del viaggio in Provenza, dopo giorni di relax tra colline e vigneti, ci ha accolti una città imperfetta, rumorosa ma sorprendentemente familiare. Una città che al primo sguardo si fa fatica ad apprezzare ma che, proprio come Napoli, ti resta addosso.
Questo articolo è stato realizzato in collaborazione con l’Agenzia Nazionale del Turismo Explore France per promuovere la Regione della Provenza e la città di Marsiglia. Se sei interessato visita il sito oppure i nostri canali social.
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Graziano e Federica
Hola siamo Graziano e Federica, due viaggiatori che hanno unito la propria vita nelle passioni e nel lavoro facendone un viaggio unico. Ci siamo conosciuti ad un colloquio di lavoro, che avremmo lasciato entrambi da li a breve, e dopo quindici giorni abbiamo prenotato il nostro primo viaggio insieme. Amiamo le cose colorate, i profumi del buon cibo e scoprire ogni giorno posti nuovi. La nostra casa è l’unione tra il design lineare scandinavo e lo spirito bohéme parigino.













