Quando si pensa al Belgio vengono in mente Bruxelles con il suo Parlamento Europeo, Bruges e Gand le perle delle Fiandre. Come sempre, noi siamo usciti dagli itinerari battuti dai turisti e abbiamo esplorato una regione ancora poco conosciuta ma che merita tutta l’attenzione dei viaggiatori curiosi.

Stiamo parlando della Vallonia, situata a sud nella parte francofona del Paese, è una meta perfetta per chi cerca un viaggio autentico, culturale e conveniente, lontano dalle rotte turistiche più affollate. Tra città creative, siti UNESCO, festival di luce e arte urbana, questo angolo del Belgio è ideale per un itinerario di 4 giorni.

Come raggiungere la Vallonia?

Raggiungere la Vallonia è semplice, soprattutto grazie ai voli low cost Ryanair che collegano diverse città italiane come Roma Ciampino e Bergamo all’aeroporto di Bruxelles Charleroi (CRL), hub ideale per esplorare la regione.

Da qui è possibile iniziare facilmente il viaggio verso Charleroi che dista a meno di mezz’ora in autobus e le altre località grazie alla stazione ferroviaria centrale che collega tutta la regione. Spostarsi è semplice e comodo grazie alle brevi distanze tra i centri abitati, facilmente percorribili anche con un’auto a noleggio, e a una rete ferroviaria efficiente. Tutto ciò rende la Vallonia una meta perfetta per un itinerario sostenibile e rilassato, dedicato alla scoperta del patrimonio urbano e delle sue attrazioni culturali.

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Mons: bellezza medievale nel cuore della Vallonia

La città di Mons, capitale culturale della Vallonia, è una tappa imperdibile. Il suo elegante centro storico si snoda intorno al Beffroi, torre campanaria di epoca barocca, unica in tutto il Belgio e per questo patrimonio UNESCO. Passeggiando tra le sue piazze si respira un’atmosfera giovane e dinamica, grazie alla presenza dell’università e a numerosi eventi culturali.

Mons è una città a misura d’uomo, perfetta da esplorare a piedi, dove storia e contemporaneità convivono in modo armonioso. Vi consigliamo di iniziare il vostro walktour dalla Grand Place, cuore pulsante della città, e fare tappa al Municipio dove sulla facciata troverete la piccola statua di una scimmietta, studenti e turisti pensano che toccarla con la mano sinistra porti fortuna, provateci anche voi!

Continuando la visita incontrerete la Maison Losseau, un autentico gioiello per gli amanti dell’Art Nouveau, si tratta di una residenza privata appartenuta all’inizio del XX secolo all’avvocato e collezionista Léon Losseau.

A pochi passi si trova il Mondaneum, conosciuto come il “Google di carta”, un museo nato dall’idea visionaria di Paul Otlet e Henri La Fontaine, voleva raccogliere e organizzare tutto il sapere umano su schede cartacee. Un’impresa degna di lode che stupisce tutti i visitatori del museo. Concludete il vostro itinerario con la visita al Beffroi e alla Collegiata di Sainte-Waudru una delle chiese gotiche più belle del Belgio.

Prima di proseguire verso la prossima città, vi consigliamo un’ultima tappa imperdibile a Mons, situata a pochi passi dal centro. Si tratta della Maison Van Gogh, un piccolo gioiello incastonato nel borgo di Cuesmes. Qui il pittore visse per circa due anni, un periodo fondamentale per la maturazione della sua arte, trovando ispirazione nei paesaggi rurali e nella vita operaia.

La visita inizia dal giardino e prosegue all’interno della casa, oggi ristrutturata e trasformata in museo, dove è possibile vedere anche la riproduzione della stanza in cui soggiornò l’artista.

Cosa farai quando sarai in Belgio?

Festival Mons en Lumières: quando la città si accende

Grazie alla sua università, Mons è una città giovane e vitale, lo si percepisce anche dalla presenza della street art in ogni angolo del centro storico. Le opere non sono solo decorative, ma  raccontano i simboli della città, le sue tradizioni, la comunità, l’identità culturale e la memoria collettiva, rendendo Mons un laboratorio creativo contemporaneo.

A far vibrare il panorama artistico e culturale c’è anche il Festival Mons en Lumières, uno degli eventi dedicati alla light art più suggestivi della Vallonia. Ogni anno nel mese di Gennaio la città si trasforma in un museo a cielo aperto che ospita installazioni luminose, video mapping e percorsi artistici che dialogano con gli edifici storici e gli spazi urbani. Il festival attira visitatori da tutta Europa e rappresenta un modo originale per vivere Mons, soprattutto nelle ore serali, il borgo si accende di luci e suoni, rendendo il viaggio ancora più emozionante.

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Charleroi: street art, anima industriale e fotografia

La nostra seconda tappa in Vallonia è stata la città di Charleroi, ex polo industriale che oggi rappresenta un vero laboratorio creativo. Le sue strade ospitano murales di street art firmati da artisti internazionali, che raccontano la rinascita urbana della città. Qui l’arte di strada torna alle origini, raccontando storie di denuncia sociale e colorando i muri della zona industriale di Marchienne-au-Pont.

Se farete tappa a Charleroi noterete anche il suo forte legame con i fumetti, nato nel 1938 con la celebre rivista Spirou, fondamentale per la diffusione e lo sviluppo di personaggi come Spirou, Lucky Luke e i Puffi, che hanno segnato la storia del fumetto europeo. Questa eredità è visibile tra le strade attraverso statue, murales e installazioni dedicate ai grandi eroi dei fumetti, disseminate nel centro urbano e anche nelle stazioni della metropolitana (come Janson e Parc) che presentano decorazioni ispirate ai personaggi più amati.

Merita una visita Place Verte, piazza principale della città, con la sua storica Libreria Molière e il caffè letterario Livre au Verre, dove respirerete un’aria d’altri tempi.

A pochi chilometri dal centro storico, raggiungibile in autobus, si trova il celebre Museo della Fotografia, uno dei più importanti d’Europa, con collezioni permanenti e mostre temporanee di altissimo livello. Una tappa ideale per gli amanti dell’arte contemporanea e della fotografia.

Bois du Cazier: memoria e patrimonio UNESCO

Se si visita la Vallonia è impossibile sfuggire al suo passato industriale. Infatti la regione era nota nel secondo dopoguerra per le miniere di carbone, che attirarono milioni di lavoratori provenienti da tutta Europa in cerca di un modesto salario. È qui che, ancora oggi, risiede il Bois du Cazier, sito UNESCO e simbolo della memoria industriale belga. Questo ex complesso minerario, oggi museo e centro culturale, è noto a tutti per la tragica storia di Marcinelle.

Era l’8 agosto 1956 quando un incendio divampò nei pozzi sotterranei, causando la morte di 262 minatori, di cui 136 italiani emigrati in Belgio per lavoro. L’incidente mise in luce le dure condizioni di lavoro nelle miniere e, grazie all’enorme impatto sull’opinione pubblica europea, vennero adottate nuove normative sulla sicurezza sul lavoro.

Oggi il sito è un luogo della memoria, visitarlo significa ricordare il sacrificio di migliaia di lavoratori che, un tempo, abbandonavano le proprie famiglie in cerca di un futuro migliore. Una pagina dolorosa ma fondamentale della storia europea, che vale la pena di essere conosciuta da tutti noi.

La Vallonia è un viaggio insolito, spesso fuori dai radar del turismo di massa, ma capace di regalare esperienze autentiche e profonde. È la destinazione ideale per 4 giorni, perfetta per un city break culturale tra arte, storia e creatività.

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Questo articolo è stato realizzato in collaborazione VISITWallonia Ufficio Belga per il Turismo della Vallonia per promuovere la Regione della Vallonia. Se sei interessatə visita il sito oppure i nostri canali social.

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Graziano e Federica

Hola siamo Graziano e Federica, due viaggiatori che hanno unito la propria vita nelle passioni e nel lavoro facendone un viaggio unico. Ci siamo conosciuti ad un colloquio di lavoro, che avremmo lasciato entrambi da li a breve, e dopo quindici giorni abbiamo prenotato il nostro primo viaggio insieme. Amiamo le cose colorate, i profumi del buon cibo e scoprire ogni giorno posti nuovi. La nostra casa è l’unione tra il design lineare scandinavo e lo spirito bohéme parigino.