Durante il nostro viaggio in Vallonia, una regione del Belgio che spesso resta fuori dai classici itinerari turistici, abbiamo scoperto un lato sorprendente e autentico del territorio: la street art. Noi abbiamo avuto modo di visitare le città di Mons e Charleroi, che ci hanno colpito per il modo completamente diverso in cui l’arte urbana si integra nel tessuto cittadino e racconta storie, emozioni e identità.

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In questo articolo vogliamo portarvi con noi tra graffiti, vicoli e quartieri, alla scoperta della street art in queste due città vicine ma profondamente diverse, dove l’arte di strada assume significati opposti: estetica e armonia da una parte, denuncia e realismo dall’altra.

Mons: la street art che valorizza la città

Mons è stata la prima tappa del nostro itinerario. Appena arrivati abbiamo subito percepito un’atmosfera curata, elegante e dinamica, per via del festival di light art Mons en Lumières. Il centro storico è raccolto, ben tenuto, e si presta perfettamente a essere visitato a piedi.

La street art qui non invade, ma si integra nel contesto urbano con grande equilibrio. Passeggiando tra le vie, ci siamo imbattuti in murales perfettamente inseriti tra edifici storici, piazze e scorci architettonici. Uno degli aspetti che ci ha colpiti maggiormente è stata la capacità della città di utilizzare la street art come elemento di valorizzazione culturale e turistica. Le opere sembrano pensate per arricchire l’esperienza del visitatore, senza mai risultare invasive.

Molti graffiti a Mons presentano colori vivaci, figure armoniose e temi spesso legati alla cultura locale, alla storia o a una dimensione più poetica. È un’arte che invita a fermarsi, osservare e riflettere. In città si ha la sensazione di camminare in una galleria d’arte a cielo aperto.

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Charleroi: entrare in metro e ritrovarsi in un fumetto

Il primo giorno a Charleroi l’abbiamo dedicato alla scoperta di un aspetto davvero curioso e unico della sua street art: il legame con il fumetto, parte fondamentale della cultura belga. Qui abbiamo scoperto due fermate della metropolitana, Janson e Parc, completamente tappezzate di illustrazioni e personaggi iconici pubblicati da Éditions Dupuis.

Scendere in queste stazioni è come entrare in un museo sotterraneo dedicato al fumetto: pareti, corridoi e spazi sono ricoperti da vignette colorate che raccontano storie e celebrano grandi classici del fumetto franco-belga. È un’esperienza diversa rispetto ai murales urbani, ma perfettamente in linea con l’anima artistica della città, capace di mescolare cultura popolare e identità locale in modo originale.

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La street art come denuncia sociale

Partiamo dal presupposto che se Mons ci ha accolto con eleganza, Charleroi ci ha colpito con forza. Il passaggio da una città all’altra è stato quasi uno shock visivo ed emotivo, ma allo stesso tempo riflessivo. È questo ci ha spinto ad indagare sull’identità della città. Charleroi ha una storia industriale importante, e questo si riflette ancora oggi nel suo aspetto. Qui la street art cambia completamente registro: diventa più cruda, più diretta, spesso provocatoria. Le opere che abbiamo visto non cercano di abbellire la città, ma di raccontarla. E in alcuni punti lo fanno senza filtri.

Graffiti di grandi dimensioni occupano intere facciate di edifici, spesso in quartieri periferici o in zone segnate dal passato industriale. I temi sono forti: inquinamento, disuguaglianza sociale, crisi economica, identità urbana e solitudine.

Alcune opere che ci hanno fatto fermare a lungo si trovano nella zona di Marchienne au-Pont, raggiungibile in treno o metro dal centro città. Volti intensi, sguardi profondi, simboli potenti. Qui la street art non è decorativa, è narrativa. È un mezzo di espressione che dà voce a una realtà complessa. A differenza di Mons, dove l’arte sembra accompagnare il visitatore, a Charleroi è il visitatore che deve mettersi in ascolto. Non è sempre facile, ma è incredibilmente autentico.

Due città, due identità

Visitare Mons e Charleroi nello stesso viaggio cia ha permesso di cogliere un contrasto molto interessante. Non si tratta solo di due stili diversi di street art, ma di due modi diversi di vivere e raccontare la città.

A Mons ho percepito una volontà di armonia, di valorizzazione, di “abbellimento” consapevole, dove l’arte è parte di un progetto culturale che punta a rendere la città più attrattiva e accogliente. A Charleroi, invece, l’arte, soprattutto quella urbana, sembra nascere da un bisogno più profondo: quello di esprimere, denunciare, raccontare una realtà spesso difficile. Non c’è la stessa ricerca estetica, ma c’è una forza comunicativa molto più intensa. E questo ci ha colpito molto, perchè scava nel vero scopo per cui nasceva la street art ormai decenni fa.

Entrambe le esperienze ci hanno arricchito, ma in modi diversi.

Se siete alla ricerca di un viaggio fuori dagli schemi, fatto di scoperte autentiche e punti di vista nuovi, la Vallonia e le sue città sapranno sorprendervi. E la street art sarà una delle chiavi più affascinanti per leggerle.

Questo articolo è stato realizzato in collaborazione VISITWallonia Ufficio Belga per il Turismo della Vallonia per promuovere la Regione della Vallonia. Se sei interessatə visita il sito oppure i nostri canali social.

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Graziano e Federica

Hola siamo Graziano e Federica, due viaggiatori che hanno unito la propria vita nelle passioni e nel lavoro facendone un viaggio unico. Ci siamo conosciuti ad un colloquio di lavoro, che avremmo lasciato entrambi da li a breve, e dopo quindici giorni abbiamo prenotato il nostro primo viaggio insieme. Amiamo le cose colorate, i profumi del buon cibo e scoprire ogni giorno posti nuovi. La nostra casa è l’unione tra il design lineare scandinavo e lo spirito bohéme parigino.