Tra le colline del Luberon, durante la nostra settimana in Provenza, abbiamo scoperto uno di quei luoghi che riescono a sorprendere proprio perché non li avevamo inseriti nell’itinerario con l’idea di vivere un’esperienza cinematografica. La nostra tappa al Mas des Infermières, nei pressi di Oppède, era nata con la curiosità di conoscere una realtà vinicola immersa nella campagna provenzale e di assaggiare i vini prodotti in questa particolare tenuta. Non sapevamo, però, che stavamo per entrare nella cantina di Ridley Scott.
Ed è forse proprio questo l’aspetto che ha reso la visita ancora più speciale: siamo arrivati senza aspettative legate al cinema e abbiamo scoperto soltanto una volta all’interno che quel luogo apparteneva al celebre regista americano. La sorpresa è stata quindi completamente autentica e, man mano che ci addentravamo nella proprietà, abbiamo iniziato a riconoscere oggetti, costumi e riferimenti a film che fanno parte dell’immaginario cinematografico di intere generazioni.
Il Mas des Infermières si trova in uno degli angoli più affascinanti del Luberon, quella Provenza fatta di vigneti, piccoli borghi e distese di campagna che sembrano uscite direttamente da un film. Ed è proprio questo paesaggio ad aver conquistato Ridley Scott. Il regista si innamorò di questa zona durante le riprese di Un’ottima annata, il film con Russell Crowe e Marion Cotillard ambientato nel borgo di Gordes. Quell’esperienza cinematografica non rimase quindi soltanto un ricordo: Scott decise di legarsi profondamente a questo territorio acquistando la tenuta.
Il nome Mas des Infermières deriva dall’antico edificio agricolo presente sul terreno già nel XVII secolo. Il termine mas, molto comune in Provenza, identifica proprio quelle antiche case rurali e aziende agricole tipiche della regione, spesso costruite in pietra e legate storicamente alla vita contadina. Qui la tradizione del territorio è rimasta molto presente e convive con una visione contemporanea, quella di Scott, che ha trasformato la proprietà in una tenuta vinicola dove agricoltura, arte e cinema dialogano continuamente.
Una scoperta inaspettata
La cosa che ricordiamo maggiormente della visita è proprio il modo in cui abbiamo scoperto la storia del luogo. Quando siamo arrivati al Mas des Infermières non avevamo la consapevolezza di essere entrati nella proprietà di uno dei più importanti registi al mondo. Ci aspettavamo una cantina immersa nei vigneti del Luberon, un ambiente elegante ma profondamente legato alla campagna circostante. Poi, entrando, abbiamo iniziato a capire.
La prima sensazione è stata quella di trovarci in un luogo in cui il vino non era l’unico protagonista. Tra gli ambienti della tenuta comparivano infatti elementi legati al cinema, oggetti di scena e costumi utilizzati in alcune delle produzioni più celebri di Ridley Scott.
Quella sorpresa ha cambiato completamente il nostro modo di vivere la visita. Non stavamo semplicemente entrando in una cantina per una degustazione: stavamo attraversando un pezzo della storia professionale e personale di un regista che aveva trovato proprio qui, nel Luberon, un luogo capace di conquistarlo al punto da volerlo trasformare nella propria casa vinicola.
Tra le cose che abbiamo avuto modo di vedere ci sono l’armatura utilizzata da Matt Damon in The Last Duel e i costumi del Gladiatore, oltre a locandine e altri dettagli legati al mondo del cinema. Sono elementi che, inseriti in un contesto del tutto diverso da quello di un set cinematografico, assumono un fascino particolare.
Trovarsi davanti a un’armatura che siamo abituati a vedere sul grande schermo, mentre intorno ci sono botti, bottiglie e vigneti, crea un contrasto davvero curioso. Da una parte c’è la dimensione spettacolare di Hollywood, dall’altra quella lenta e silenziosa della viticoltura provenzale. E il bello del Mas des Infermières è proprio il fatto che queste due realtà non sembrano essere in competizione, ma convivono con naturalezza.
La cantina e il legame con il cinema
La visita prosegue all’interno degli spazi dedicati alla produzione del vino, dove l’atmosfera cambia nuovamente. Le botti e gli ambienti della cantina riportano al mondo della viticoltura e fanno da contrappunto agli oggetti cinematografici.
È proprio questa alternanza a rendere la visita così particolare. Non ci si trova davanti a un museo cinematografico tradizionale, né esclusivamente davanti a una classica cantina. Il Mas des Infermières è qualcosa di più personale: è il luogo in cui Ridley Scott ha deciso di unire due mondi che fanno parte della sua identità.
Anche le etichette dei vini raccontano questo approccio. Sono state concepite e curate dallo stesso Scott e diventano una sorta di ulteriore collegamento tra la produzione vinicola e il suo universo creativo. Le bottiglie non sono quindi semplicemente il contenitore del vino, ma fanno parte del progetto estetico complessivo della tenuta.
Ed è interessante osservare come, anche in questo caso, l’immagine non venga utilizzata in maniera fine a se stessa. Il design delle etichette diventa parte della narrazione del vino, del territorio e della sua sfera personale, quasi come se ogni bottiglia fosse un piccolo fotogramma di questa esperienza.
La nostra degustazione nella sala VIP
Il momento che ha concluso la visita è stato quello che abbiamo apprezzato di più: la degustazione dei vini prodotti nella tenuta. Nel nostro caso abbiamo avuto la possibilità di farla nella suggestiva sala VIP del caveau, uno spazio privato e raccolto che ha reso l’esperienza ancora più particolare. Dopo aver visitato gli ambienti della cantina, la degustazione ha dato alla visita un finale perfetto.
È stato bello poter assaggiare i vini dopo aver conosciuto la storia della proprietà, perché a quel punto non li stavamo più semplicemente degustando come prodotti di una cantina qualsiasi. Avevamo davanti a noi il risultato di un progetto personale, nato dal rapporto di Ridley Scott con questo territorio e sviluppato nel corso degli anni.
La degustazione ci ha permesso quindi di concludere il percorso partendo proprio dal territorio: i vigneti che avevamo visto entrando, la campagna del Luberon, la storia della tenuta e infine il vino nel bicchiere. Tutto sembrava ricondurre allo stesso filo conduttore. E forse è proprio questa la caratteristica che ci è rimasta più impressa del Mas des Infermières: la capacità di raccontare un luogo attraverso esperienze diverse ma perfettamente collegate tra loro.
Durante una settimana in Provenza abbiamo incontrato paesaggi, borghi, mercati, ristoranti e cantine, ma il Mas des Infermières è stato sicuramente uno dei luoghi che ci ha regalato la sorpresa più inaspettata. È proprio questo tipo di scoperta che, secondo noi, rende speciale un viaggio. Non soltanto le attrazioni che si scelgono consapevolmente prima di partire, ma anche quei luoghi che riescono a sorprenderti quando meno te lo aspetti.
Il Mas des Infermières è stato esattamente questo per noi: una tappa nata come visita a una cantina e diventata, strada facendo, un piccolo viaggio dentro il mondo di Ridley Scott.
È stata senza dubbio la degustazione di vini più particolare della nostra vita, non solo per i vini assaggiati, ma soprattutto per la storia che li circonda. Una di quelle tappe che, a viaggio finito, rimangono tra i ricordi più belli proprio perché non erano esattamente come ce le aspettavamo.
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Graziano e Federica
Hola siamo Graziano e Federica, due viaggiatori che hanno unito la propria vita nelle passioni e nel lavoro facendone un viaggio unico. Ci siamo conosciuti ad un colloquio di lavoro, che avremmo lasciato entrambi da li a breve, e dopo quindici giorni abbiamo prenotato il nostro primo viaggio insieme. Amiamo le cose colorate, i profumi del buon cibo e scoprire ogni giorno posti nuovi. La nostra casa è l’unione tra il design lineare scandinavo e lo spirito bohéme parigino.














