L’Avana è una città dalle mille sfaccettature che, negli anni, attrasse molti personaggi celebri della storia che intrecciarono la propria vita con Cuba. Tra loro spiccano lo scrittore americano Ernest Hemingway e l’italiano Italo Calvino.

Sebbene appartenenti a epoche e mondi diversi, entrambi hanno avuto un legame significativo con l’isola e la sua capitale, lasciando tracce indelebili nella memoria collettiva. Hemingway visse per oltre vent’anni nei dintorni dell’Avana, tra frequentazioni nei bar storici e pagine immortali scritte alla Finca Vigía. Calvino, nato proprio a Santiago de Las Vegas in periferia dell’Avana da genitori italiani, mantenne sempre un legame intimo e simbolico con la terra natale.

Questo percorso letterario invita a scoprire i luoghi che ispirarono la loro scrittura: le strade, le piazze e i caffè dove la parola scritta si intreccia con la storia della città.

La vita di Hemingway a Finca Vigìa

Ernest Hemingway ebbe un legame profondo e duraturo con Cuba, che influenzò in modo significativo la sua vita e la sua produzione letteraria. Lo scrittore si trasferì sull’isola nel 1939 e vi rimase per circa vent’anni, fino al 1960, poco prima della sua morte.

La sua residenza principale fu Finca Vigía, una casa situata nei pressi dell’Avana, dove visse con le sue mogli Martha Gellhorn e Mary Welsh. La storica residenza è situata a San Francisco de Paula, a circa 15 chilometri dal centro della città. Oggi è stata trasformata in un museo che permette di entrare nell’intimità quotidiana dell’autore. I visitatori possono ammirare gli ambienti originali, i mobili, la biblioteca con oltre novemila volumi, le macchine da scrivere e persino i trofei di caccia africani. Non è consentito entrare all’interno, ma dalle ampie finestre aperte si può osservare ogni stanza in dettaglio. Il giardino tropicale, la piscina e la barca Pilar — ormeggiata nel parco — evocano la vita semplice e creativa che Hemingway condusse a Cuba.

Finca Vigía rappresentò per lo scrittore un rifugio, un luogo di pace e ispirazione, qui scrisse alcune delle sue opere più celebri, come Per chi suona la campana e Il vecchio e il mare, pubblicato nel 1952 e vincitore del Premio Pulitzer nel 1953. Quest’ultimo romanzo, ambientato al largo della costa cubana, è profondamente radicato nella cultura e nel paesaggio dell’isola, con personaggi e atmosfere che riflettono l’ambiente cubano.

I locali frequentati da Hemingway

Ernest Hemingway sviluppò anche un forte legame con la popolazione locale. Era solito frequentare bar come El Floridita e La Bodeguita del Medio, situati nel centro storico, dove divenne una figura familiare e rispettata.

Il Floridita, un elegante bar che affaccia su Calle Obispo, era il suo ritrovo preferito per gustare il famoso cocktail daiquiri, oggi conosciuto in tutto il mondo. Se entrerete nel locale, appoggiata al bancone troverete una statua in bronzo dello scrittore dove ogni turista scatta una foto ricordo. Accanto una targa recita la celebre frase a lui attribuita: “My mojito in La Bodeguita, my daiquiri in El Floridita”. Infatti la sua abitudine era quella di bere il daiquiri al Floridita, il mojito alla Bodeguita del Medio, l’altro bar storico dell’Avana famoso per il cocktail a base di rum e menta.

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Entrambi i locali sono oggi tappe obbligate per chi vuole seguire le tracce dello scrittore a Cuba. Frequentandoli, Hemingway stabilì un contatto diretto con la vita quotidiana cubana, iniziò ad andare a pesca con i pescatori cubani, tra cui l’amico Gregorio Fuentes che ispirò il protagonista Santiago nel romanzo Il vecchio e il mare.

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Italo Calvino e la nascita oltremare

Il rapporto tra Italo Calvino e Cuba è meno noto rispetto a quello di Hemingway, ma altrettanto significativo. Lo scrittore nacque a Santiago de Las Vegas, un piccolo villaggio in provincia dell’Avana, il 15 ottobre 1923, da genitori italiani. Il padre Mario Calvino, agronomo e botanico, e la madre Eva Mameli Calvino, docente e biologa, lavoravano presso il Centro Agronomico sull’isola.

La famiglia visse a Cuba per i primi due anni della vita dell’autore, prima di trasferirsi definitivamente in Italia, a Sanremo. Nonostante i ricordi sbiaditi, Calvino mantenne per tutta la vita un rapporto affettivo e culturale con l’isola, che considerava un punto d’origine mitico, una sorta di patria primordiale. Questo legame riemerse in diverse fasi della sua carriera, sia in forma di riflessione personale che attraverso il suo impegno culturale e politico. Negli anni ’60, durante il suo impegno sociale con il Partito Comunista Italiano, Calvino guardò a Cuba con interesse, soprattutto nel contesto della rivoluzione castrista. Partecipò anche ad alcune iniziative editoriali legate alla diffusione della cultura cubana in Europa e intrattenne contatti con intellettuali latinoamericani.

Le tracce di Cuba nei suoi romanzi

Nel corso della sua carriera, Cuba non fu mai un’ambientazione esplicita delle sue opere narrative, ma alcuni critici ritengono che il senso del meraviglioso, il gusto per l’esotico e l’elemento fiabesco presenti nei suoi racconti e nei romanzi Le città invisibili o Il barone rampante possano avere un’origine, per quanto remota, proprio in quella prima infanzia tropicale.

Il ritorno fisico sull’isola avvenne solo molti anni dopo, in visita ufficiale. In quell’occasione, Calvino cercò le tracce della sua infanzia e visitò l’Avana con occhi curiosi. L’isola ormai segnata dalla rivoluzione era ben diversa da quella idealizzata che aveva custodito nella memoria. Tuttavia, Cuba continuò a rappresentare per lui un luogo della mente, sospeso tra il mito e l’identità.

Il Centro Agronomico oggi

Oggi nel vecchio Centro Agronomico conosciuto dalla famiglia Calvino sorge L’INIFAT, l’Istituto Nazionale di Scienze Agrarie di Cuba (Instituto Nacional de Investigaciones Fundamentales en Agricultura Tropical). Estremamente vicino all’aeroporto, noi lo abbiamo visitato con una toccata e fuga prima di ripartire. Qui nel 2023, in occasione del centenario della sua nascita, l’Ambasciata d’Italia a Cuba ha voluto rendere omaggio allo scrittore con una cerimonia commemorativa, inaugurando una targa celebrativa nel giardino e un piccolo percorso nel patio interno della struttura.

Nonostante il personale all’ingresso abbia avuto un momento di esitazione nel capire cosa stessimo cercando, una signora ricordava la targa dedicata a Calvino posta nel giardino e ci ha condotti prima lì e poi nel patio dell’edificio, ricco di piante tropicali. Un gesto semplice e cordiale, come tanti altri che abbiamo ricevuto a Cuba.

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Il viaggio attraverso L’Avana letteraria sulle tracce di Ernest Hemingway e Italo Calvino offre uno sguardo affascinante e inedito sulla capitale cubana, crocevia di storie, parole e memorie intrecciate. Due scrittori diversissimi per stile, epoca e vissuto, ma uniti da un legame profondo: Cuba. Luoghi come Finca Vigía, El Floridita, La Bodeguita del Medio o l’INIFAT non sono solo attrazioni turistiche, ma spazi di memoria viva, capaci di raccontare storie di letteratura, scienza, politica e cultura.

Attraverso queste tracce, L’Avana si rivela come una città ricca di storia, crocevia di identità letterarie, in cui le parole di Hemingway e l’origine di Calvino trovano ancora oggi eco tra le strade, le piazze e le pagine della letteratura del Novecento.

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Graziano e Federica

Hola siamo Graziano e Federica, due viaggiatori che hanno unito la propria vita nelle passioni e nel lavoro facendone un viaggio unico. Ci siamo conosciuti ad un colloquio di lavoro, che avremmo lasciato entrambi da li a breve, e dopo quindici giorni abbiamo prenotato il nostro primo viaggio insieme. Amiamo le cose colorate, i profumi del buon cibo e scoprire ogni giorno posti nuovi. La nostra casa è l’unione tra il design lineare scandinavo e lo spirito bohéme parigino.