Chi ci conosce sa che, in ogni viaggio, siamo sempre alla ricerca di posti insoliti da visitare. Amiamo conoscere la storia del posto e visitare i musei meno battuti dalle rotte turistiche, ma niente è come uscire dall’ordinario, perdersi tra le vie di una città e scoprire qualcosa per caso (vedi il REEL). Durante il nostro viaggio a Cuba, abbiamo fatto lo stesso a L’Avana e oggi ti sveliamo 6 luoghi insoliti che i turisti raramente conoscono!

Cosa farai quando sarai a Cuba?

1) FAC – Fábrica de Arte Cubano

Nel quartiere di Vedado sorge la Fábrica de Arte Cubano (FAC), uno dei centri culturali più in voga dell’Avana e dell’intera Cuba. Fondata nel 2014 dal musicista X Alfonso, la FAC si trova all’interno di un’ex fabbrica di olio da cucina, trasformata in uno spazio multidisciplinare dove convivono arte visiva, musica, danza, teatro, fotografia e cinema.

Questo luogo unico rappresenta un simbolo della rinascita culturale cubana, trainata dalla nuova generazione che ha scelto di restare in una nazione affascinante ma difficile. Lo spazio è pensato sia per artisti affermati sia per giovani talenti.

Ogni fine settimana, la FAC si trasforma in un punto di ritrovo per migliaia di persone – cubani e turisti – che cercano esperienze culturali autentiche e innovative. Gli ambienti sono organizzati come una galleria-labirinto, tra installazioni artistiche, mostre fotografiche, performance dal vivo, concerti e shop temporanei di artisti. La musica spazia dal jazz al rock, dall’elettronica alla rumba, offrendo una scelta adatta a tutti i gusti.

Uno degli aspetti più interessanti della FAC è la sua natura inclusiva e sociale: il prezzo d’ingresso è di circa 2 euro e anche il costo dei cocktail è davvero basso, questo perché il progetto è dichiaratamente orientato a promuovere l’arte come motore di cambiamento sociale, senza speculazioni. Inoltre, parte dei proventi viene reinvestita in programmi educativi e artistici per le comunità locali.

La struttura ospita anche il ristorante El Cocinero, con una terrazza molto bella dove poter cenare. La FAC ci è sembrata un microcosmo, una fortezza da cui parte la resistenza dei giovani cubani che ogni giorno combattono attraverso l’arte per tenera attiva la vita a L’Avana.

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2) Callejón de Hamel

Il Callejón de Hamel è un angolo colorato dell’Avana, che ci piace chiamare “la via della street art dei Caraibi”. Situato nel quartiere di Cayo Hueso, nel municipio di Centro Habana, è un vicolo lungo circa duecento metri, diventato simbolo della comunità afrocubana. L’artista Salvador Gonzáles Escalona, a partire dagli anni ’90, trasforma questa via in un museo a cielo aperto, colorando i muri con murales, installazioni artistiche, versi poetici e simboli della religione Yoruba, come la Santería, una delle principali espressioni spirituali della cultura afrocubana.

Tutte le sculture sono realizzate con materiali di riciclo: vecchi tubi, vasche da bagno, ruote, oggetti comuni che prendono nuova vita attraverso l’arte. Ogni domenica, il Callejón si anima con spettacoli di rumba dal vivo, canti, danze e rituali che attraggono sia i locali che i turisti. Uno spazio artistico che negli anni è diventato luogo di incontro, scambio culturale e memoria collettiva. Il Callejón de Hamel rappresenta un esempio straordinario di arte comunitaria, capace di raccontare le radici africane di Cuba con orgoglio, colore ed energia. Una tappa obbligatoria per tutti i curiosi e appassionati d’arte come noi.

3) Barrio Chino: il quartiere cinese dell’Avana

Il Barrio Chino de La Habana, o quartiere cinese dell’Avana (vedi il REEL), è uno dei più antichi d’America Latina, risalente alla metà del XIX secolo. Sorge nel cuore della capitale cubana, tra le vie Zanja e Dragones, ed è testimone dell’immigrazione cinese che ha avuto un ruolo importante nella storia e nella cultura dell’isola. I primi cinesi arrivarono a Cuba come lavoratori nelle piantagioni di zucchero, ma nel tempo molti si stabilirono in città, aprendo attività commerciali e formando una vivace comunità.

Negli anni ’50, il Barrio Chino era un centro fiorente, pieno di teatri, ristoranti, associazioni culturali e giornali in lingua cinese. Oggi queste strade hanno perso gran parte della popolazione di origine cinese, ma conserva una forte impronta culturale. Le strade sono decorate con archi in stile orientale, lanterne rosse e murales che raccontano l’incontro tra la cultura cubana e quella cinese. Il grande arco d’ingresso, in Calle Dragones, è stato donato dal governo cinese nel 1999 ed è uno dei simboli più fotografati della città, inoltre numerosi ristoranti offrono piatti cinesi e sino-cubani. È un luogo affascinante, dove Oriente e Caraibi si fondono in un mix sorprendente.

4) Fusterlandia

Fusterlandia è un surreale quartiere-atelier situato a Jaimanitas, un sobborgo a ovest dell’Avana. Questo progetto artistico è nato grazie all’estro di José Fuster, pittore e ceramista cubano, che dagli anni ’90 ha trasformato il proprio quartiere in una vera e propria opera d’arte vivente. Ispirandosi a Gaudí, Picasso e all’arte naïf cubana, Fuster ha ricoperto case, muri, panchine e strutture pubbliche con colorati mosaici in ceramica, che tanto ricorda il Giardino dei Tarocchi a Capalbio.

Tutto il quartiere è un’esplosione di forme oniriche: cuori, soli, animali fantastici, simboli della cultura cubana e volti umani. Il cuore di Fusterlandia è la casa dell’artista, oggi aperta ai visitatori, completamente decorata con ceramiche e sculture. Ma ciò che rende il progetto unico è il coinvolgimento della comunità: oltre 80 case del quartiere sono state trasformate in opere d’arte, con il consenso e la partecipazione degli abitanti. Fusterlandia è un esempio di come l’arte possa rigenerare uno spazio urbano, rafforzare l’identità locale e promuovere la bellezza. Visitare Fusterlandia significa entrare in un mondo fantastico, dove la creatività prende vita in ogni angolo.

5) La casa natale di Italo Calvino

In pochi sanno che Italo Calvino, uno dei più grandi letterati del Novecento italiano, è nato nella piccola cittadina di Santiago de Las Vegas de La Habana, nel 1923. Il padre agronomo e la madre botanica si stabilirono a Cuba dopo la Prima Guerra Mondiale, per dirigere la stazione agronomica sperimentale per la produzione di canna da zucchero, oggi conosciuto con il nome di INIFAT – l’Istituto Nazionale di Scienza Agraria Tropicale.

Di Cuba Calvino non ha nessun ricordo, anche perché tornerà in Italia all’età di due anni, stabilendosi a Sanremo nella villa “La Meridiana” dove i genitori portarono con sé molte piante tropicali, tutt’oggi presenti grazie al microclima sanremese.

Oggi il centro si occupa di studi agronomici, genetica vegetale, biodiversità, miglioramento delle colture. Trovandosi a pochi chilometri dall’aeroporto, il giorno della nostra partenza abbiamo fatto una piccola deviazione per andare a scovare questo luogo. Una delle custodi ci ha accolti all’ingresso e, con naturalezza, ci ha mostrato il meraviglioso patio interno ricco di piante tropicali e la targa dedicata a Italo Calvino, posizionata nel giardino sotto un grande albero. Un piccolo viaggio letterario che ci ha fatti sentire vicini a casa, solo leggendo il suo nome a chilometri di distanza.

6) La Ceremonia del Cañonazo

Ogni sera alle ore 21:00, L’Avana si ferma per assistere alla storica Ceremonia del Cañonazo de las Nueve, uno degli eventi più affascinanti e suggestivi della capitale cubana. La cerimonia si svolge all’interno della Fortaleza de San Carlos de la Cabaña, una grande fortificazione situata sull’altra sponda della baia dell’Avana, costruita nel XVIII secolo dagli spagnoli. Questa tradizione ha origine coloniale: il colpo di cannone serviva ogni sera a segnalare la chiusura delle porte della città murata, per difendersi dalle incursioni dei pirati o dagli attacchi stranieri.

Oggi il rito viene ripetuto come simbolo del legame tra il presente e il passato, i protagonisti della cerimonia sono giovani soldati in uniforme coloniale, che eseguono un protocollo preciso, con marce, ordini e accensione manuale del cannone. Il momento culminante è il fragoroso sparo, che echeggia su tutta l’Avana.

Non è uno dei luoghi più insoliti da visitare, visto l’ingente numero di turisti, ma crediamo che sia un’attività interessante alla quale partecipare e poco promossa in città. Inoltre, alla Cabaña troverete uno splendido panorama sull’Avana, dove scattare foto da cartolina!

Se non ci trovassimo oltreoceano, potremmo dire che L’Avana è una delle tanti capitali europee o città spagnole. Il modo di vivere, il cibo e le attività sono alla portata del nostro stile di vita, non vi sentirete neanche per un attimo di essere dall’altra parte dell’Atlantico! Forse è questo che ci è piaciuto di più dell’Avana: sentirci a casa grazie a un filo invisibile che lega l’Europa con Cuba.

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Graziano e Federica

Hola siamo Graziano e Federica, due viaggiatori che hanno unito la propria vita nelle passioni e nel lavoro facendone un viaggio unico. Ci siamo conosciuti ad un colloquio di lavoro, che avremmo lasciato entrambi da li a breve, e dopo quindici giorni abbiamo prenotato il nostro primo viaggio insieme. Amiamo le cose colorate, i profumi del buon cibo e scoprire ogni giorno posti nuovi. La nostra casa è l’unione tra il design lineare scandinavo e lo spirito bohéme parigino.