Dal 25 giugno al 21 settembre 2026, il Museo MADRE di Napoli ospita “Maria Lai. Essere è tessere”, una grande mostra monografica dedicata a una delle artiste italiane più influenti del Novecento. L’esposizione, organizzata dalla Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee e curata da Mónica Amor e Carlos Basualdo, in collaborazione con l’Archivio e la Fondazione Maria Lai, propone un viaggio attraverso oltre sessant’anni di ricerca artistica, mettendo in luce il profondo legame tra arte, memoria, linguaggio e tradizione.
Chi era Maria Lai: l’artista che ha trasformato il filo in linguaggio
Nata a Ulassai, in Sardegna, nel 1919, Maria Lai è considerata una delle figure più originali dell’arte italiana del secondo dopoguerra. La sua ricerca ha saputo superare i confini delle tecniche tradizionali, intrecciando arte visiva, letteratura, tessitura e narrazione popolare in un linguaggio profondamente personale.
Elemento distintivo della sua produzione è il filo, utilizzato non come semplice materiale tessile ma come metafora di relazione, memoria e connessione tra persone, luoghi e storie. Attraverso tele cucite, libri d’artista, telai, collage e assemblaggi, Lai ha raccontato il dialogo continuo tra uomo e natura, tra identità individuale e comunità. La sua opera più celebre, Legarsi alla montagna (1981), è considerata uno dei primi esempi di arte relazionale in Italia: un intervento collettivo che coinvolse l’intero paese di Ulassai, dimostrando come l’arte potesse diventare uno strumento di partecipazione e condivisione sociale. Ancora oggi il suo lavoro rappresenta un punto di riferimento per artisti, studiosi e appassionati di arte contemporanea.
Sulle tracce di Maria Lai in Sardegna
Per comprendere davvero l’universo creativo di Maria Lai, una visita a Ulassai, il borgo dell’Ogliastra dove l’artista nacque nel 1919, rappresenta un’esperienza per i veri appassionati di arte contemporanea. Qui la sua eredità è custodita dalla Stazione dell’Arte, il museo inaugurato nel 2006 grazie alla donazione di oltre 140 opere da parte dell’artista, oggi la più importante collezione pubblica a lei dedicata. Il museo, allestito negli spazi di un’ex stazione ferroviaria, propone un percorso espositivo che si rinnova periodicamente, raccontando attraverso fili, libri cuciti, telai e installazioni l’evoluzione della sua ricerca artistica.
Ma Ulassai è anche un vero e proprio museo a cielo aperto. Passeggiando tra le vie del paese è possibile scoprire le opere permanenti realizzate dall’artista, tra cui il progetto Legarsi alla montagna, la performance del 1981 che trasformò l’intera comunità in protagonista di un’opera collettiva destinata a diventare un simbolo dell’arte relazionale. Il percorso comprende inoltre installazioni come Il Lavatoio, Le capre cucite, La strada del rito, La Scarpata e Il volo del gioco dell’oca, opere che dialogano con il paesaggio dei Tacchi d’Ogliastra e raccontano il profondo legame tra arte, territorio e comunità.
Per chi desidera approfondire la figura dell’artista dopo la visita al MADRE di Napoli, Ulassai rappresenta una tappa imperdibile, capace di restituire tutta la dimensione umana e poetica di Maria Lai.
La mostra “Essere è tessere” al MADRE di Napoli
La mostra del MADRE si sviluppa secondo un percorso sia cronologico sia tematico, permettendo ai visitatori di seguire l’evoluzione del linguaggio artistico di Maria Lai dagli anni Quaranta fino alle opere più mature. L’esposizione riunisce circa 200 opere, affiancate da documenti d’archivio, libri d’artista, fotografie e materiali storici provenienti da musei, collezioni pubbliche e private.
Il percorso racconta la continua sperimentazione dell’artista attraverso nuclei fondamentali della sua produzione, come i Telai, le Tele cucite, i Libri cuciti, le Geografie e le Fiabe, opere che fondono scrittura, tessitura e racconto in un unico linguaggio poetico.
Grande attenzione è dedicata anche al contesto culturale in cui Maria Lai ha operato. Le sale del museo approfondiscono infatti i temi dell’astrazione, della materialità, del femminismo e della ridefinizione dell’opera d’arte nell’Italia del dopoguerra, offrendo una lettura aggiornata del suo contributo alla storia dell’arte contemporanea.
A completare il percorso espositivo è presente anche uno spazio didattico pensato per coinvolgere il pubblico e approfondire le tecniche e i temi della ricerca dell’artista.
Il Museo MADRE: una tappa insolita da inserire in un itinerario a Napoli
Se stai organizzando un viaggio a Napoli, il Museo MADRE è una tappa perfetta se desideri andare oltre i luoghi più iconici della città. Situato nel cuore del centro storico, a pochi passi dal Riona Sanità e dal Duomo, il museo è uno dei principali punti di riferimento italiani dedicati all’arte contemporanea.
Ospitato all’interno dello storico Palazzo Donnaregina, il MADRE propone un ricco programma di mostre temporanee e una collezione permanente con opere di artisti di fama internazionale. La visita permette di scoprire un volto diverso di Napoli, dove storia e contemporaneità dialogano in un contesto culturale dinamico e sorprendente, ideale da inserire in un itinerario insolito della città, lontano dalle rotte turistiche.
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Graziano e Federica
Hola siamo Graziano e Federica, due viaggiatori che hanno unito la propria vita nelle passioni e nel lavoro facendone un viaggio unico. Ci siamo conosciuti ad un colloquio di lavoro, che avremmo lasciato entrambi da li a breve, e dopo quindici giorni abbiamo prenotato il nostro primo viaggio insieme. Amiamo le cose colorate, i profumi del buon cibo e scoprire ogni giorno posti nuovi. La nostra casa è l’unione tra il design lineare scandinavo e lo spirito bohéme parigino.












