Nascosto tra le strade lastricate del centro storico di Roma, si cela un tesoro archeologico di inestimabile valore: il Vicus Caprarius – La Città dell’Acqua, un antico insediamento urbano di età imperiale che conserva ancora le strutture di una domus d’epoca imperiale, il castellum aquae dell’Acquedotto Vergine ed i suggestivi reperti dell’area, tra cui il celebre volto di Alessandro helios.

A partire dal 25 a.C. l’area del Campo Marzio venne bonificata da Marco Vipsanio Agrippa e vide la costruzione delle Terme di Agrippa, inaugurate nel 12 a.C., e di uno dei monumenti più iconici di Roma: il Pantheon. Nel 19 a.C. fu inaugurato l’Acquedotto Vergine, che avrebbe alimentato le terme e che, ad oggi, è l’unico condotto idrico della Roma antica ad essere ancora in funzione. Infatti, l’acquedotto alimenta le fontane monumentali del centro storico, come la Fontana di Trevi, la Fontana dei Quattro Fiumi di Piazza Navona e la Fontana della Barcaccia di Piazza di Spagna.

Il sito di Vicus Caprarius è venuto alla luce durante i lavori di ristrutturazione del Cinema Trevi tra il 1999 e il 2002, e continua a sbalordire i turisti che lo visitano, soprattutto perché nessuno immagina che a pochi passi da una delle fontane più famose al mondo, nove metri sotto il manto stradale, riposi un tesoro così antico.

Vicus Caprarius nell’antichità

Gli edifici emersi durante la campagna di scavo risalgono alla Roma Imperiale. Il primo è un’insula, abitazione destinata ai plebei che sotto l’Imperatore Adriano (76 d.C.-138 d.C.) è stata trasformata in un serbatoio d’acqua; la seconda invece era una grande casa a più piani, della quale sono visibili ancora le rampe di scale, i suoi alloggi erano destinati al ceto popolare e, successivamente, trasformati in una lussuosa casa aristocratica.

Cosa farai quando sarai a Roma?

Le scale erano ricoperte di marmo di alta qualità, il primo piano era ornato da mosaici, capitelli e statue, al piano terra era stata costruita una latrina e, separatamente, una seconda vasca nella quale era conservata l’acqua destinata all’igiene personale. All’interno dell’abitazione sono stati rinvenuti diversi oggetti, tra cui un piccolo bottino di monete probabilmente di proprietà di uno schiavo della residenza. L’edificio fu poi abbandonato in seguito al Sacco di Roma, avvenuto nel 455 d.C., tra il XII e il XIII secolo venne occupato nuovamente dalle abitazioni.

La storia del restauro del sito archeologico

Dal 1947 il palazzo sito in Vicolo del Puttarello 25 ospitava il Cinema Trevi attivo fino agli anni ’80 e poi abbandonato. I lavori iniziati negli anni ’90 prevedevano solo la riqualificazione della sala cinematografica, ma nessuno si aspettava di trovare una vera e propria città sotterranea.

L’area archeologica ha aperto le sue porte il 6 Aprile 2004, dopo un lavoro di restauro durato circa quattro anni, e ha conosciuto un notevole boom di notorietà e visite subito dopo la pandemia Covid 19. Vicus Caprarius è da considerare un sito archeologico straordinario e fortunato, perché al di sotto dei palazzi del centro storico di Roma vi sono ancora tantissimi reperti dimenticati o non accessibili al pubblico.

Grazie all’intervento offerto dal Gruppo Cremonini, società proprietaria dell’immobile e committente dei lavori, oggi abbiamo un pieno recupero del sito che occupa una superficie di 350mq e che si estende tra Via di San Vincenzo e il Vicolo del Puttarello.

La presenza di attività commerciali e alberghiere nell’area sovrastante, non ha bloccato l’intenzione di rendere questo sito accessibile a tutti. Non a caso, il Vicus Caprarius è stato da sempre uno spazio pubblico a fruizione dei cittadini, pensate che qui sorgeva una cisterna di raccolta e di distribuzione dell’acqua, vi erano abitazioni pubbliche e private. Questa è solo una delle tante storie di come un ente privato possa valorizzare un’area archeologica, basti solo pensare all’iconica sfilata organizzata da Fendi nel 2016, dopo aver finanziato il restauro della Fontana di Trevi.

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La Città dell’Acqua

Il sito archeologico è conosciuto anche con il nome “Città dell’Acqua” e scelto proprio per l’elemento caratterizzante dell’area. Oltre all’insula e al palazzo nobiliare, nel II secolo d.C., in una parte del complesso edilizio venne costruito un grande serbatoio idrico, il cosiddetto castellum acque, una cisterna che serviva per immagazzinare l’acqua proveniente dal vicino Acquedotto Vergine.

Oggi Vicus Caprarius è l’unico sito accessibile al pubblico in cui vedere l’opera ingegneristica, un’altra parte visibile si trova all’interno del Palazzo della Rinascente in Via del Tritone. Il suo corso inizia nella zona della Collatina a Roma, si dirige verso la Nomentana e la Salaria, attraversa le zone di Villa Ada e dei Parioli, passando sotto il ninfeo di Villa Giulia, ed entra nel centro storico in

prossimità del Muro Torto, terminando al Pantheon. Un acquedotto fondamentale se si pensa che, senza di lui, Fontana di Trevi non sarebbe mai esistita.

Come visitare Vicus Caprarius

Oggi l’area archeologica è visitabile tutti i giorni escluso il lunedì attraverso prenotazione telefonica. Basterà visitare il sito ufficiale (clicca qui) e scrivere la propria prenotazione tramite messaggio Whatsapp o chiamata, specificando ogni richiesta particolare o l’esigenza di avere una visita guidata, il pagamento avverrà in loco, una volta raggiunto il museo. Per scelta della direzione, gli ingressi continuano ad essere contingentati, per favorire una migliore visita godendosi lo spazio archeologico, un aspetto davvero importante per gli amanti dell’arte.

In molti hanno indicato Vicus Caprarius come la visita sotterranea alla Fontana di Trevi, non vogliamo deludere le vostre aspettative, ma non è così. L’area conserva l’Acquedotto Virgo che alimenta la Fontana di Trevi e le altre fontane monumentali del centro storico di Roma.

Se oggi, come allora, il bene destinato alla collettività è ancora fruibile, è grazie ad un intervento privato volto a custodire, valorizzare e tramandare il patrimonio storico culturale della città. È questa la forza di un luogo unico al mondo, dove il tempo che trascorre viene scandito solo dallo scroscio continuo dell’acqua.

Noi siamo estremamente innamorati ed affascinati da questo posto, che dopo due millenni continua a servire la città di Roma con il bene più prezioso per l’umanità: l’acqua. In un ordine metaforico immaginiamo che la città esista attraverso questa linfa vitale nel sottosuolo e che tutto ciò sia stato creato per renderla eterna.

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Graziano e Federica

Hola siamo Graziano e Federica, due viaggiatori che hanno unito la propria vita nelle passioni e nel lavoro facendone un viaggio unico. Ci siamo conosciuti ad un colloquio di lavoro, che avremmo lasciato entrambi da li a breve, e dopo quindici giorni abbiamo prenotato il nostro primo viaggio insieme. Amiamo le cose colorate, i profumi del buon cibo e scoprire ogni giorno posti nuovi. La nostra casa è l’unione tra il design lineare scandinavo e lo spirito bohéme parigino.
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