Dal 30 marzo al 5 maggio a Roma va in scena Cagli con le sue opere novecentesce.

Il palcoscenico della nuova mostra di cui vi stiamo per parlare è la mitica Piazza Di Spagna, con la sua iconica scalinata – teatro di mille film e spot pubblicitari- avvolta dai fiori in primavera e la Chiesa della Trinità dei Monti, che scruta dall’alto le carovane di turisti che, ogni giorno, affollano la piazza. La Galleria d’arte Antichità di Alberto Di Castro affaccia proprio su questo scenario senza tempo dal 1878 e noi l’abbiamo visitata in onore dell’inaugurazione della nuova mostra dedicata al pittore Corrado Cagli.

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Gli interni lignei e anticati della galleria accolgono i visitatori e fanno da cornice alle opere novecentesche di Cagli (Ancona 1910- Roma 1976), un bell’impatto visivo tra vecchio e nuovo del quale ha fatto il punto di forza della mostra la curatrice Denise Di Castro.

L’attività dell’artista viene influenzata dal suo animo versatile abile nelle discipline della pittura, della scultura, della ceramica, del teatro e della scultura; un uomo brillante dai mille orizzonti che fu d’ispirazione per altri grandi artisti del Novecento come Afro, Guttuso, Burri e Schifano.

Le opere esposte dal 30 Marzo al 5 Maggio presso la Galleria Antichità sono una trentina, tra le più iconiche della sua produzione e realizzate tutte nel secondo dopoguerra. Corrado Cagli, ebreo ed omosessuale, si vide costretto ad abbandonare Roma a seguito dell’approvazione delle leggi razziali. Si trasferì dapprima a Parigi e, successivamente, a New York dove entrò in contatto con le più importanti avanguardie culturali diventando l’unico artista italiano ad essere entrato in contatto con la cultura newyorkese degli anni ’20.

Qui collaborò con Stravinsky e Balanchine, ottenendo grande successo come artista presso il pubblico. La sua vita nel nuovo continente dura solo pochi anni: Cagli si arruola all’esercito americano e, nel 1943, torna in Europa partecipando allo sbarco in Normandia e alla liberazione del campo di concentramento di Buchenwald in Germania.

Nel 1948 rientra definitivamente a Roma, affermandosi al centro della scena artistica italiana. I dipinti in mostra nelle sale di Antichità risalgono agli anni tra il 1947 e il 1959, la fase più prolifica e creativa della sua produzione.

Il suo animo poliedrico lo porta a toccare moltissime tecniche pittoriche, in molte delle opere esposte Cagli abbandona il pennello per dare spazio a impronte dirette e indirette sulla tela. È ciò che accade con la famosissima Ça Irà, un’opera maestosa esposta al pubblico dopo diciotto anni dall’ultima mostra e che ricorda tanto la Guernica di Picasso.

Insieme a lei, ci sono le immagini esoteriche legate al mondo dei tarocchi come Ruota della Fortuna e il Bagatto come Arlecchino; una selezione di opere che sperimentano la quarta dimensione, come L’Angoscia e Diogene; infine i capolavori Simboli e Flotta Arunta, icone della sua ricerca primordiale che stimolarono l’artista romano Giuseppe Capogrossi.

Ça Irà – 1951

Diogene – 1949

La Galleria Antichità è alla sua prima retrospettiva dedicata ad un maestro del Novecento e questo grazie all’ingresso di due giovani menti visionarie: Denise Di Castro, rappresentante della famiglia e per la prima volta in collaborazione con il padre Alberto, e Yuri Tagliacozzo, giovane collezionista che ha radunato i quadri della mostra.

Tra i curatori non mancano i nomi istituzionali di Alberto Di Castro, storico riferimento dell’antiquariato internazionale, e l’amico e collega Gian Enzo Sperone, gallerista d’avanguardia e collezionista di fama mondiale.

Visitare la mostra sarà un’occasione unica per osservare la galleria con nuovi occhi e ammirare il connubio tra i dipinti moderni di Corrado Cagli e l’arte antica selezionata per l’occasione.

L’Angoscia – 1949

Estro Armonico – 1958

La mostra, realizzata in collaborazione con l’Archivio Corrado Cagli, sarà visitabile al pubblico dal lunedì al sabato ore 10-10, fino al 5 Maggio 2023 a ingresso libero. Un’occasione unica per chi, come noi, ama l’arte e vuole conoscere un pittore sconosciuto alla cultura popolare. 

Graziano e Federica

Hola siamo Graziano e Federica, due viaggiatori che hanno unito la propria vita nelle passioni e nel lavoro facendone un viaggio unico. Ci siamo conosciuti ad un colloquio di lavoro, che avremmo lasciato entrambi da li a breve, e dopo quindici giorni abbiamo prenotato il nostro primo viaggio insieme. Amiamo le cose colorate, i profumi del buon cibo e scoprire ogni giorno posti nuovi. La nostra casa è l’unione tra il design lineare scandinavo e lo spirito bohéme parigino.

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